“Aiscrim… Prigionieri del gusto” e “La fattoria di Al Cappone”.

Nel carcere di massima sicurezza di Opera, nel Milanese, dove è detenuto anche Totò Riina, sono stati inaugurati un laboratorio di gelateria artigianale e un allevamento di quaglie per produrre uova, chiamati rispettivamente “Aiscrim… prigionieri del gusto” e “La fattoria di Al Cappone”. Con queste due singolari iniziative la Casa di reclusione intende favorire il recupero sociale dei detenuti, i cui prodotti saranno presto in vendita.
“Noi siamo conosciuti all’esterno, a torto o a ragione, come un carcere duro, ma vogliamo coniugare l’esigenza di sicurezza alla riabilitazione sociale”, ha spiegato Giacinto Siciliano, direttore dell’istituto penitenziario, presentando i 300 metri quadri della struttura adibiti alla produzione dei gelati e l’orto esterno, situato proprio davanti ad un’ala del carcere, dove si trovano serre, coltivazioni e soprattutto la capanna per l’allevamento delle quaglie.
I detenuti-lavoratori, una ventina per ora e assunti regolarmente da una cooperativa e un’azienda, sono per la maggior parte in regime di alta sicurezza. “Son dentro da dieci anni e me ne restano ancora tre - ha raccontato Elio, pasticciere - quando uscirò mi piacerebbe trovare lavoro in questo settore”.
Speriamo che quest’iniziativa porti loro nella strada più dolce…






17 Luglio 2008 alle 18:49
E’ vero, il cibo può cambiare le persone. Se un piatto di spaghetti può farci avvicinare, figuriamoci una bella torta!
Speriamo che queste iniziative siano replicate in altre carceri perchè sono queste situazioni a cambiare le persone…
Ciao!
17 Luglio 2008 alle 18:53
Hai perfettamente ragione. Concordo!
Speriamo bene.
23 Settembre 2008 alle 08:39
Leggo con piacere di questa iniziativa: A Torino invece al Lorusso e Cotugno ci si occupa di caffè e …cioccolato.
procurare un lavoro a queste persone è l’unico modo per uno ….sperabile loro reiserimento serio nella società:Auguro a loro oltrechè buon lavoro anche tanta…serenità
Marilena
12 Novembre 2008 alle 06:34
secondo me gente del carcere duro si merita di mangiare le pietre a vita!!!!!!!!!!!!!per me sono solo degli animali il lusso della doccia basterebbe x quelli!!!!!!!!!chi uccide deve pagare a vita il governo italiano e una merda!!!!
12 Novembre 2008 alle 09:44
Caro Antonio, il tuo commento non verrà cancellato perchè la rete web possa vedere anche i pareri opposti delle persone che visitano questo blog.
Sarebbe opportuno, “magari”, utilizzare un linguaggio meno colorito da parte tua, esprimendo il proprio pensiero con altri termini senza scrivere parolaccie.
Grazie per l’attenzione!
9 Marzo 2009 alle 16:10
Salve Mario ti do del tu siamo un pò colleghi,i media mi definiscono l’artista della cioccolata la differenza tra noi è che la tua cioccolata si mangia io la dipingo.Per me la cioccolata non e solo leccornia per il palato ma opere d’arte.ciao Gaby